LUIGI GHIRRI

23 Maggio, 2007

Luigi chi? Ghirri perchè?

Luigi Ghirri è un fotografo italiano dell’ultima metà del secolo, morto nel 1992.

Riporto queste poche righe tratte da una sua biografia trovata in internet, che non vogliono raccontare la sua vita, ma il suo modo di far fotografia:

“Dal 1968 in poi intraprende alcuni viaggi in Italia e in Europa: Parigi, la Bretagna, Lucerna, Berna, Amsterdam e l’Alto Adige. Da questi viaggi Luigi porta a casa centinaia di diapositive che non erano descrittive, ma costituivano una sorta di diario personale visivo: immagini di commento al viaggio e alle cose viste, una riflessione personale, mediata dalle letture e dalla sua cultura visiva”.

Riguardo al suo lavoro fotografico, lo stesso Ghirri ha detto:

“Il mio desiderio è sempre stato quello di lavorare con la fotografia a 360 gradi, senza limitazioni. Credo che questo modo di operare sia un’amplificazione delle possibilità percettive e di racconto. [...] Uno degli elementi che mi affascinava nelle ricerche concettuali [da cui sono partito] era l’irruzione della possibilità di una sorpresa all’interno del quotidiano anche riferito all’arte. Ma al di là di questo credo di aver appreso dall’arte concettuale la possibilità di partire dalle cose più semplici, dall’ovvio, per rivederle sotto un’altra luce”.

Il sito è: http://www.grafica.arti.beniculturali.it/ghirri/biografia.htm

Il perchè scelgo Luigi Ghirri sta dentro alle parole che ho riportato di sopra:

la ricerca nel quotidiano per trovarvi dentro quell’eccezionalità che gli è propria, ma che non vediamo, perchè assuefatti dalla ricerca di qualcosa di altro da noi.

La vera bellezza che abbiamo davanti agli occhi e che ci sfugge propri perchè è lì.

 

Il mio blog si intitola “once upon a time“, che tradotto in italiano significa “c’era una volta“.

E’ il classico inizio di tutte le storie che vogliono rievocare un tempo indefinito, che non può ritornare se non con l’uso della fantasia.

Il mio scopo è proprio questo: raccontare una storia usando immagini “normali”, che diventano “speciali” grazie all’uso della fantasia, dell’amore per i colori e delle forme geometriche naturalmente insite negli ambienti che ci circondano.

Ghirri ha usato il suo occhio fotografico proprio per fare questo:

“la possibilità di partire dalle cose più semplici, dall’ovvio, per rivederle sotto un altra luce”.

ghirri.jpg

 Luigi Ghirri, Modena, 1976
Archivio Luigi Ghirri – Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, Archivio Eredi di Luigi Ghirri

…e a proposito di quanto scritto…

… questa foto sembra dar voce alla fantasia, grazie al sapiente uso della luce.

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