foto da accendere
18 Giugno, 2007
foto svampite – terzo round
15 Giugno, 2007
ogni assassino torna sempre sul luogo del delitto
5 Giugno, 2007
primi scatti
5 Giugno, 2007
“I giocatori di carte” di Cezanne, olio su tela (1893-96)
5 Giugno, 2007
“Le grand pin” di Cezanne, olio su tela (1892-96)
5 Giugno, 2007
“Nei colori del giorno”, di Peter Handke
5 Giugno, 2007
E’ il racconto autobiografico di un uomo, che mentre percorre i cammini del sud della Francia, nei pressi di Aix en Provence, scava dentro se stesso, nei suoi ricordi, per capire meglio il suo presente. Leggendo il libro mi è saltato alla mente uno strano paragone tra lui, l’autore del libro, e Heinrich Schliemann, archeologo tedesco. Handke si mette in cammino sui percorsi raccontati visivamente nei quadri di Cezanne, proprio come Schliemann, con Iliade e Odissea alla mano, si mise alla ricerca dei luoghi narrati da Omero. E’ un racconto fotografico: lo si vede mentre lo si legge. La descrittività a volte prevarica il filo del racconto stesso, ma nel turbinio di sensazioni che il paesaggio francese provoca nell’autore, si percepisce la volontà di un uomo di metabolizzare il proprio passato di origini contadine, il difficile rapporto col patrigno, il suo essere metà sloveno e metà tedesco, ma più di tutto si legge a chiare lettere il piacere di Handke di avere imparato a percepire i colori, ad ammirare un quadro e a farsi raccontare da quel quadro tante storie, la sua storia. Il ricordo torna spesso come elemento portante della storia, ne è il vero protagonista, ma c’è anche il fascino della scoperta che i quadri di Cezanne sono vivi, che i giocatori di carte sono ancora là, con le sopracciglia piegate sulle carte da gioco, dove li aveva ritratti il pittore. Sullo sfondo di tutto c’è un ampio respiro intellettuale: lo scrittore si fa guidare, come se fosse il suo maestro spirituale, nel suo ricordo dal “filosofo”, che per certi tratti sembra quasi Socrate, come quando all’inizio dice che <<i poeti mentono, afferma uno dei primi filosofi>>, poi, però corre alla mente Hegel, quando ci ricorda il quadro di Cezanne “Le grand pin”, che <<è riprodotto anche in altri quadri, ma mai più così in sé>>. E’ lui stesso a dirci che da quando è in grado di pensare, ha avvertito la necessità di avere un maestro. E’ un viaggio di solitudine, una solitudine che a volte diventa pesante e cade nel ricordo dello stesso cammino fatto nel 1974 con una Lei, che non c’è in questo nuovo viaggio verso la montagna di Cezanne, la Saint Victoire, ma questa solitudine è anche da lui ricercata: sta scrivendo quello che sarà il suo prossimo libro: “L’uomo con le braccia conserte” e sta cercando di rendere il suo personaggio un complice, più che un alter ego. Questo libro ci parla di arte, vista dalle più diverse sfaccettature: la scrittura, la filosofia, la pittura, la fotografia intrinseca all’occhio umano, ma ci parla anche di luoghi geografici, di luoghi che pensano e che aiutano a pensare. Alla fine le due cose coincidono, arte e geografia si fanno complici, come lo scrittore con il personaggio del suo prossimo libro ed è in una domanda che Hanke ci passa questo messaggio: <<Non è là dove ha lavorato un grande artista il centro del mondo – piuttosto che in luogo come Delfi?>>
La Saint Victoire è stato il luogo di Cezanne, e questo per Handke è il centro del mondo.
La Saint Victoire è stato il luogo di Cezanne, e questo per Handke è il centro del mondo.
FISHER PUB, Este (Pd)
29 Maggio, 2007
Il mio blog è vivo e attivo.
Ho deciso di fotografare il Fisher Pub di Este (Pd), per sviluppare il tema dei ritrovi giovanili nelle aree post industriali.
Come promesso, da giovedì ho iniziato a pubblicare i miei “primi scatti” sul blog, che potete trovare sotto la pagina con l’omonima denominazione.
Oggi pomeriggio ho scattato ancora, in attesa della prossima revisione di lunedì!




















